Aperitivi Metropolitani.

Negli anni ’80 era la “Milano da bere”. E gli altri stavano tutti a guardare: la tv e più precisamente uno spot che mostrava una (ovviamente) splendida donna passare dal tailleur al tacco pre-serale direttamente in strada, per poi tuffarsi in un bar modaiolo a gustare il suo imperdibile aperitivo. Sinonimo di mondanità, di joie de vivre, di modernità. Poi l’aperitivo si è sparso via via a macchia di leopardo in tutta Italia. Così oggi c’è la “Palermo da bere”, la “Roma da bere” e così via. L’abitudine all’aperitivo è sempre più diffusa e spesso ruba il posto alla cena: più veloce, più divertente, più di moda e, perché no, anche meno dispendioso. Del resto ormai non si parla più solo di pistacchi, olive e noccioline. Un aperitivo come si deve al giorno d’oggi prevede primi, tartine, panini, fritti, salumi, insalate e chi più ne ha più ne metta. C’è anche chi sfrutta l’aperitivo per incontri di lavoro un po’ più informali: l’Aperol Spritz si mette la cravatta e il più delle volte...è fatta!

L’uso dell’aperitivo era già diffuso in realtà fin dagli ultimi anni (pensate!) del 1800, legato soprattutto ai più moderni e frequentati caffè d’Italia, da Milano a Torino, Firenze, Venezia, Roma e Napoli. Oggi il rito dell’aperitivo non conosce confini: si dice sia arrivato anche in Svizzera, Francia, Austria, Slovenia, Croazia e persino in Germania.

Evoluzione del celebre ”Happy Hour”, l’aperitivo resiste anche agli attacchi dei dietologi che mettono in guardia “i fedeli del rito più glamour del momento” sui rischi che il pericolosissimo mix drink+stuzzichini comporta a fianchi e girovita.

Sappiate dunque che noccioline, pistacchi e frutta secca sono i nemici principali della cellulite e che, di contro e per par condicio, il “Negroni Sbagliato” (inventato al Bar Rosso di Milano negli anni ’50), i vodka Martini e i cocktail con succhi di frutta sono gli aperitivi più in voga al momento.

A voi la scelta. A tutti, in ogni caso, cin cin.